Miglior App Finanza 2015/ La banca vuole essere un’app

Nel 2015 le piattaforme di mobile banking si trasformano e introducono nuovi servizi. Come il prelievo senza carta e il bonifico senza Iban. Compaiono tecnologie nuove per l’accesso che sfruttano il riconoscimento biometrico. Nascono modi diversi per la produzione delle password usa-e-getta per autorizzare i pagamenti. E vengono introdotte piattaforme per la gestione del bilancio. Ecco come si fa banca dal cellulare nel 2015. E come sarà l’app del futuro
di: Elisa Vannetti
6 Maggio 2015
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Sembra essere passato un secolo da quando le prime banche iniziarono a mettere online sugli store virtuali le prime app di mobile banking. All’epoca la grafica era basic e lineare. Si poteva consultare il saldo aggiornato (spesso nemmeno in real time) e gli ultimi movimenti disposti. E si potevano effettuare bonifici e ricariche di cellulare e prepagate, nella migliore delle ipotesi. Era il 2010. Ora, 5 anni più tardi, è tutto diverso. E la concorrenza diventa feroce. Il fatto è che, nell’era degli smartphone, dei tablet e delle nuove tecnologie la banca si gestisce per lo più via app. E infatti, dicono gli analisti di Of-Osservatorio finanziario, tra tutti i conti online aperti in Italia, il 7,7% viene gestito via mobile. Ecco perché, da due anni a questa parte, Of-Osservatorio finanziario ha introdotto una classifica dedicata proprio agli applicativi per fare banca da mobile, assegnando il premio Miglior App Finanza dal 2013.

Le principali banche nazionali, i gruppi bancari pluriregionali, le banche solo online e le territoriali si sfidano a colpi di servizi e nuove tecnologie. Compaiono nuovi attori, new entry del settore, come Widiba e Cariparma (la grande assente degli anni scorsi). Mentre chi è stato tra i primi ad affacciarsi sul mercato rivede del tutto la sua offerta e la pubblicizza anche in Tv, come fa ING Direct che nella nuova campagna televisiva passa dal promuovere il conto (come ha sempre fatto) al pubblicizzare l’app. Perché la banca, oggi, vuole essere un’app. E prende il via la guerra degli aggiornamenti.

Nuovi servizi
La principale novità del 2015 riguarda l’introduzione di nuovi servizi caratterizzati, soprattutto, da modalità di gestione delle informazioni differenti. Alcuni, per esempio, reinventano il modo per accedere alle stesse funzionalità già disponibili in passato. Come Webank che trasforma la lettura del saldo rendendolo interattivo (basta scuotere lo smartphone per visualizzare quello aggiornato in tempo reale). Altri, invece, sono del tutto nuovi. Come il nuovissimo prelievo cardless, cioè senza carta, di Webank e Veneto Banca, che consente il prelevamento di denaro contante dai bancomat utilizzando, al posto della tradizionale carta di pagamento, un codice pin appositamente generato dall’applicativo.

Poi, c’è anche chi, come Veneto Banca, con la nuovissima BankUP Mobile, lanciata a fine marzo, mette a disposizione la nuovissima funzione di bonifico facile. In pratica, dopo aver digitato importo e causale, si può scegliere il destinatario dalla rubrica telefonica e procedere con l’invio tramite numero di cellulare o email, anche senza conoscere il codice Iban del destinatario. A questo punto è la Banca ad associare a quel contatto un preciso Iban, verificandolo con il beneficiario. Mentre, in alternativa, si può anche utilizzare la videocamera del telefonino e fotografare il codice da inserire nel dispositivo.

Le tecnologie di ultima generazione
Ma con la tecnologia che evolve, anche le applicazioni bancarie cambiano di conseguenza. E sperimentano soluzioni diverse per l’accesso e l’autenticazione sfruttando le potenzialità degli smartphone di ultima generazione. È il caso di Fineco e BankUp Mobile di Veneto Banca che includono il riconoscimento dell’impronta digitale Touch ID con i supporti che già lo consentono. Consentendo di accedere all’account personale semplicemente scorrendo un dito sul display tutto touch del telefonino.

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