2016. L’anno dell'immobiliare/Speretta (Gabetti): “Comprare, vendere e investire. Le città migliori per il 2016”

La ripresa c’è. Ma molto lenta. E soprattutto, diversa a seconda delle città. Milano, Roma e Bologna sono quelle che stanno performando meglio. Mentre, se si vuole investire, si possono trovare soluzioni interessanti anche in Umbria. Of-Osservatorio finanziario ha chiesto a Marco Speretta, AD di Tree Real Estate e COO di Gabetti Property Solutions dove conviene comprare, vendere e investire nei prossimi 18 mesi. Ecco le città che renderanno di più. E quelle con i prezzi più alti
di: Elisa Vannetti
16 Settembre 2015
Condividi

Leggi anche:
» 2016. L’anno del mattone
» Dondi (Nomisma): “La casa non è più una garanzia sufficiente per ottenere un mutuo”
» Sada (Tecnocasa): “Fino al 2017 conviene comprare casa. Ma se si deve vendere…”
» Breglia (Scenari Immobiliari): “Perché investire nel mattone europeo”

Le previsioni di un anno fa si sono rivelate corrette. La ripresa ha iniziato a intravedersi. E il mercato immobiliare è tornato a far registrare valori a segno più. Ma sebbene il peggio sia ormai passato, un dato è certo: non si ritornerà più ai valori pre-crisi. Ne è convinto Marco Speretta, AD di Tree Real Estate e COO di Gabetti Property Solutions che per fine anno preannuncia un incremento del 5% nel numero di transazioni portate a termine. E per il 2016 ipotizza un consolidamento della situazione rialzista. Ma sempre senza stravolgimenti. Le previsioni, seppur positive, parlano chiaro: sarà un processo molto lento. E soprattutto diverso a seconda delle città. Dove conviene quindi vendere, comprare, investire da qui alla fine del 2016? In quali città si possono portare a casa i rendimenti più alti?

Of: Il 2015 si sta per chiudere…facciamo un bilancio. Come sta andando il mercato immobiliare?
Speretta: I dati ufficiali del primo trimestre, gli ultimi attualmente disponibili, diffusi dall’Agenzia del Territorio, parlano di una riduzione delle transazioni residenziali nell’ordine del 3% per un totale di circa 95.000 compravendite residenziali. Ma la riduzione che ha caratterizzato i primi mesi del 2015 è da leggersi alla luce dei risultati postivi dello stesso periodo dell’anno precedente.

Of: Cosa accadde un anno fa?
Speretta: Un fattore che va considerato è l’entrata in vigore, a partire dal 1° gennaio 2014, del nuovo regime delle imposte di registro, ipotecaria e catastale applicabile agli atti di trasferimento a titolo oneroso di diritti reali immobiliari. Tale disciplina, normalmente più vantaggiosa può avere per questo indotto gli acquirenti a traslare la stipula degli atti di compravendita al 2014, con l’effetto di far risultare più depresso l’andamento dell’ultimo trimestre del 2013 e, per contro, più positivo l’andamento del I trimestre 2014. Depurando il dato, quindi, il 2015 è iniziato con un incremento dello 0,8%.

Pubblicità Intesa Sanpaolo Casa

Of: Nei mesi successivi del 2015 poi cosa è successo?
Speretta: Il primo semestre del 2015, sulla base di quanto possiamo osservare nelle nostre agenzie, ha fatto segnare volumi di compravendita positivi, anche se di poco, rispetto all’anno precedente. Ma credo che l’anno finirà con dati e risultati più significativi.

Of: Cioè? Cosa ci dobbiamo aspettare da qui a dicembre?
Speretta: A fine anno prevediamo un incremento nel numero delle transazioni portate a termine del nell’ordine del 5%. Certo non si tratta di un boom, di una crescita considerevole. Ma è comunque un indicatore importante che sottolinea come il peggio sia ormai passato. E siamo nella prima fase di un nuovo ciclo di crescita del mercato immobiliare, anche se chiaramente dobbiamo fare delle distinzioni.

Pagine: 1 2 3 4 Avanti





scenari immobiliari il Forum 2016 Of media partner