2016. L’anno dell'immobiliare/Dondi (Nomisma): “La casa non è più una garanzia sufficiente per ottenere un mutuo”

Il mercato del credito è ripartito. Ma rimane un atteggiamento selettivo che limita la concessione dei prestiti per l’acquisto dell’abitazione. Mentre la casa non rappresenta più una garanzia sufficiente per ottenere un finanziamento. Come influirà questo sul mercato immobiliare? Luca Dondi, Consigliere Delegato di Nomisma spiega che, anche se siamo definitivamente usciti dalla fase recessiva, è ancora troppo presto per parlare di ripartenza. E chiarisce: il mercato è cambiato. Per guadagnare in futuro non bisogna costruire ma ristrutturare
di: Elisa Vannetti
16 Settembre 2015
Condividi

Leggi anche:
» 2016. L’anno del mattone
» Speretta (Gabetti): “Comprare, vendere e investire. Le città migliori per il 2016”
» Sada (Tecnocasa): “Fino al 2017 conviene comprare casa. Ma se si deve vendere…”
» Breglia (Scenari Immobiliari): “Perché investire nel mattone europeo”

È stata una conseguenza diretta della crisi. Il mercato del credito e l’atteggiamento delle banche influenzano necessariamente l’andamento del mercato immobiliare. E anche se, ora, sembra che qualcosa si stia muovendo, e che i rubinetti del credito abbiano ricominciato a erogare prestiti per l’acquisto della casa, è ancora troppo presto per parlare di ripartenza. Ne è convinto Luca Dondi, Consigliere Delegato di Nomisma che spiega che, anche se un miglioramento nel mercato immobiliare comunque c’è stato, ed è previsto un incremento ulteriore per i mesi a venire, certamente non si avrà da qui al prossimo anno nessun boom. Le banche continueranno a mantenere un atteggiamento selettivo. E la casa non rappresenterà più una garanzia sufficiente. Cosa accadrà quindi nel 2016? Le compravendite aumenteranno. I prezzi si manterranno stabili. E gli affari migliori li concluderà chi deve acquistare. Ma non basta. Per una ripartenza vera serve un cambiamento radicale nel modo di concepire l’edilizia.

Of: Secondo i dati diffusi dall’Istat quest’estate è tornata la propensione all’acquisto della casa…
Dondi: È vero. Ed è soprattutto merito dell’atteggiamento delle banche nelle fasi di erogazione del credito. Gli anni più cupi della crisi sono passati, e gli istituti bancari stanno tornando ad avere un atteggiamento meno rigido e selettivo, ricominciando a concedere mutui e prestiti. Anche se con un approccio diverso rispetto all’euforia degli anni pre-crisi.

Of: Cos’è cambiato?
Dondi: Le banche sono rimaste scottate dagli eccessi dello scorso decennio, di cui portano una responsabilità non marginale. Per questa ragione continueranno a mantenere un atteggiamento tutto sommato prudente. Quello che è cambiato, e che per i prossimi anni rappresenterà un requisito fondamentale per l’accesso al credito, è la garanzia offerta. Of: Vale a dire? Non è la casa la garanzia stessa del finanziamento?
Dondi: Un tempo era così. Ma ora le banche si ritrovano piene di case da dismettere, che sono tutte quelle entrate nella disponibilità a seguito dell’insolvenza dei mutuatari. E stanno riscontrando grossi problemi nel processo di dismissione. Ecco quindi che non essendo più la casa una garanzia sufficiente in termini di liquidabilità (né la sua ubicazione o gli elementi che ne possono garantire una migliore vendibilità) è necessario ottenere garanzie aggiuntive.

Of: Quali sono queste garanzie aggiuntive?
Dondi: Il rapporto rata-reddito deve essere sostenibile e non superare generalmente il 20/30% circa delle entrate mensili. Ma molto spesso servono anche garanzie terze di genitori e parenti. Ora la principale garanzia è la solvibilità del cliente o della sua rete di riferimento.

Pagine: 1 2 3 4 Avanti