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SOMMARIO

Dimenticare New York, Londra, Hong Kong e Singapore. Dove la domanda di abitazioni da acquistare per la messa a reddito, ha portato a un incremento delle quotazioni spropositato, che ha raggiunto anche picchi del 140%. Oggi gli affari nel mattone si fanno nella regione dell’Algarve in Portogallo, a Marbella in Spagna. Oppure nei Caraibi, in Giappone, Cina. E a Dubai e Los Angeles. Lo rivela un report di Savills World Research, Il gruppo internazionale di ricerca specializzato nel real estate,, da poco partner di Santandrea Luxury Houses, la specializzata in immobili extra lusso del Gruppo Gabetti

Immobiliare Happy New Year/Algarve in Portogallo, Marbella in Spagna. Dubai e Los Angeles: dove la casa rende di più

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La crisi finanziaria globale ha rimescolato le carte in tavola, stravolgendo gli equilibri del mercato immobiliare. E, soprattutto nel residenziale, non valgono più le stesse regole. Ciò che fino a pochi anni fa era considerato un investimento sicuro ora può essere a rischio. Cosa fare quindi? Dove conviene investire? In quale città oltre confine si potranno concludere gli affari migliori? E, soprattutto, cosa ci si potrà aspettare per il 2016? Il gruppo internazionale di ricerca specializzato proprio nel real estate, Savills World Research, da poco partner di Santandrea Luxury Houses, la specializzata in immobili extra lusso del Gruppo Gabetti, ha fatto il punto della situazione. Ecco dove conviene puntare nei prossimi mesi nei principali mercati del mondo. E quali suggerimenti è bene tenere a mente per riuscire a massimizzare i profitti nei prossimi 10 anni. Sempre che si possa gestire a distanza la messa a reddito di uno o più appartamenti oltre confine.

In quali città investire


Negli ultimi 6 anni i top spender hanno indirizzato prevalentemente attenzione e capitali sulle principali città del mondo. Cercando soluzioni nelle zone più conosciute e famose del centro, a due passi dalle principali attrazioni, e scegliendo di acquistare per lo più appartamenti e palazzi di un certo livello, nuovi o ristrutturati, di prestigio e di lusso. Con la conseguenza che i prezzi delle abitazioni, in questi contesti, sono cresciuti, secondo Savills, del 67% circa dal 2005 a oggi. Contro una crescita media che ha portato le abitazioni di fascia più bassa a un incremento del 50%.

---- Ma l’effetto è ancora più evidente nelle città che, nel corso degli ultimi 10 anni, hanno catalizzato maggiormente gli afflussi di capitali stranieri. A Londra, New York, Hong Kong e Singapore, infatti, l’impatto degli investimenti e della domanda di abitazioni da acquistare per la messa a reddito, ha portato a un incremento delle quotazioni spropositato, che ha raggiunto anche picchi del 140%. Con un aumento significativo del gap tra abitazioni di prima fascia e abitazioni di seconda fascia.

Il risultato? Secondo i ricercatori di Savills, in queste città, il mercato è ormai saturo, caratterizzato da soglie di ingresso molto elevate. E anche se ancora non è possibile prevedere o ipotizzare un tracollo dei prezzi nel breve periodo (ma a Londra c’è già chi parla di rischio “bolla” ), è meglio orientarsi su immobili di seconda fascia, magari nelle zone più periferiche o semi-centrali delle città, o in località differenti: qui i prezzi sono più bassi e la possibilità che incrementino nel medio-lungo periodo è sicuramente più elevata.

Se, quindi Hong Kong, è la città più cara in assoluto (per un appartamento di fascia alta con due camere da letto servono in media 4.5 milioni di dollari), buoni affari si possono concludere, invece, a Dubai dove, il costo per piede quadrato si aggira intorno agli 800 dollari. Anche se, per un appartamento con due camere da letto di prima categoria è difficile prevedere una spesa inferiore a 1,9 milioni di dollari. La città, che nella prima metà del 2015 ha visto i prezzi delle case ridursi del 7,7%, ha alte prospettive di crescita: nel 2020, infatti, ospiterà l’Esposizione Universale.

A Milano, supponendo di voler acquistare la stessa tipologia di casa (due camere da letto e di prima categoria), servono 1,4 milioni di dollari, per una spesa al piede quadrato che, dicono gli esperti di Savills, è di poco inferiore ai 1.500 dollari. Mentre il costo scende a 1.35 milioni di dollari a San Francisco dove gli introiti maggiori provengono dall’affitto: la domanda da parte di giovani professionisti ben pagati è in costante aumento, tanto che il costo degli affitti per le abitazioni standard (non quelle più lussuose) ha recentemente superato la media di New York, assestandosi quindi tra i più costosi degli Stati Uniti.

A Los Angeles, si legge ancora nel report di Savills, servono in media 650 dollari per piede quadrato per acquistare casa. La città, che è seconda solo a New York per numero di investitori stranieri presenti (11%), ha però prospettive di crescita maggiori sul lungo periodo: i prezzi delle case non hanno raggiunto gli stessi picchi insostenibili di New York, e sono ad oggi in aumento.

Ma è Cape Town la città meno cara tra le principali del mondo: qui un appartamento con due camere da letto richiede un costo massimo di (10 volte meno che a Hong Kong), per una spesa al piede quadrato che si aggira intorno 450 dollari.

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Puntare sulle località turistiche


Buoni investimenti, però, consigliano da Savills, si possono concludere anche nelle località turistiche emergenti, al centro dell’attenzione per via dei nuovi complessi residenziali e dei resort per i visitatori che stanno sorgendo.
Nella regione dell’Algarve, in Portogallo, per esempio, si possono trovare buone occasioni dalle parti di Quinta do Lago dove sorge un complesso residenziale che, dal 2014, è al centro di una crescente ripresa, con un numero di compravendite in aumento del 34%. E anche se il futuro andamento del mercato immobiliare in questa località non è prevedibile, buone notizie arrivano dal crescente afflusso turistico: dal 2014 in avanti, infatti la regione dell’Algarve ha visto incrementare il flusso di visitatori molto più velocemente che negli anni precedenti.

Probabile anche un incremento degli investimenti stranieri, soprattutto per chi proviene da paesi non europei: dal 2012, infatti, il Portogallo offre la possibilità, con una spesa minima di 500.000 dollari, di ottenere il visto e di viaggiare liberamente all'interno dell'Unione Europea. Una politica che, in effetti, ha già fruttato investimenti complessivi che, a giugno 2015, ammontavano a un totale di 1.46 miliardi di dollari. Per 1.500 visti di soggiorno concessi.

Anche in Spagna le sorti di Marbella sono legate al turismo: in crescita del 28% dal 2014 a oggi. La posizione invidiabile della località, nella regione di Malaga, unita a un calo considerevole dei prezzi delle abitazioni dal 2007 a oggi (-24,4%), infatti, hanno portato a un incremento dell’interesse anche da parte di chi nel residenziale ci vuole investire. Soprattutto da quando, a fine 2014, il fondo di investimento statunitense Cerberus Capital Management ha acquistato il resort super lusso Sotogrande, a circa 40 minuti di auto dal centro di Marbella.

Buone prospettive di crescita, si legge nel report di Savills, poi, si attendono anche nelle isole dei Caraibi. A St Kitts & Nevis, in particolare, la crisi finanziaria globale ha iniziato a farsi sentire solo nel 2010, quando i prezzi del residenziale iniziarono a calare raggiungendo la soglia del -20%. Oggi, per una proprietà, gli investitori stranieri sono disposti a spendere almeno 400.000 dollari, in cambio però di un visto garantito che consenta all’acquirente di muoversi in 130 paesi del mondo, inclusi il Regno Unito, Hong Kong e Singapore.

Chi preferisce puntare su rendimenti più di lungo periodo, invece, può trovare buone soluzioni in Asia e in altri paesi in rapido sviluppo, come il Sud America. In queste zone, infatti, il benessere economico degli abitanti è in crescita e potrebbe portare, nel lungo periodo, a un maggiore sviluppo di località dedicate prettamente al tempo libero, allo sport e al wellness. In questo contesto, quindi, i ricercatori di Savills suggeriscono scenari interessanti di futuri guadagni nell’isola cinese di Hainan, una sorta di paradiso tropicale nella parte più meridionale del Paese, a Pukhet in Thailandia, nelle regioni Balinesi, o a Niseko, in Giappone, meta asiatica degli appassionati di sci.

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