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La ritirata delle famiglie OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

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L’alba del nuovo mutuo si gioca su questo interrogativo: se le banche saranno di nuovo disponibili a erogare finanziamenti, le famiglie saranno altrettanto interessate a chiederne? La crisi continuerà a danneggiarle. Le tasse incombono. L’unico segnale positivo: il calo dei prezzi delle abitazioni

La ritirata delle famiglie

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Ci si domanda come reagirà la domanda. Le famiglie sono in crisi per tanti motivi, prima di tutto per l’instabilità del lavoro e poi per la pressione fiscale, che colpisce proprio la casa con una carissima IMU. Non sono pochi i pensionati e le famiglie che hanno dovuto mettere mano ai risparmi di emergenza per pagarla. E non c’è solo l’ex Ministro Brunetta ad avere chiesto prestiti per farvi fronte. Tra gli affluent, ovviamente.

Anche in Francia, dove l’offerta delle banche, in primis BNP Paribas (che da noi è presente con BNL), non è mai venuta meno, la domanda si è contratta notevolmente con un crollo del segmento mutui nei primi 9 mesi 2012 di ben il 30%. In Italia, come segnalato da Of a a inizio 2012, il mutuo è praticamente morto (leggi qui) e il calo è stato quasi del 50 per cento.
Nel frattempo, le famiglia hanno cercato di fare da sé con diverse strade, tutte nel senso contrario rispetto a quelle maestre invocate dagli economisti per la ripresa. Molti, ad esempio, hanno deciso di disinvestire il risparmio che giaceva anche da anni in assicurazioni, bond e azioni per darlo ai figli e consentire loro di avere una casa di proprietà. Con molta fatica le banche si sono affannate a proporre mutui a queste persone schiacciate da un lato da perdite o rendimenti vicino allo zero e dall’altro da spread troppo elevati applicati ai tassi dei mutui. Altri, invece, hanno deciso di rimandare, di ristrutturare magari parte della casa e di stringersi un po’ per fare entrare la nuova famiglia. Altri ancora hanno ammesso di “attendere la morte della nonna” (sic!) e di continuare a vivere more uxorio ognuno a casa dei propri genitori. Ci sono poi i prestiti inter familiari, molto in voga da sempre al Sud, con denaro collezionato tra suoceri, nonni, cugini e parenti vari per arrivare a formare la cifra sufficiente ad acquistare una casa.

Vengono in soccorso i centri studi delle banche che prevedono, nel 2013, un lieve miglioramento dell’economia dell’area Euro con un meno 3%, meglio quindi del meno 4% del 2012. La domanda interna però continuerà a scendere (-8%) anche se a un ritmo inferiore rispetto all’anno che si è appena chiuso (-1,4%). La domanda dovrebbe già migliorare a partire da fine 2013, secondo alcuni già dopo l’estate, portando a una crescita dell’1% nel 2014.

C’è da tenere in considerazione anche l’annunciato rincaro dell’IVA di un punto, che potrebbe spingere ad acquistare casa prima di tale data fissata il prossimo 1° luglio, accelerando quindi di qualche mese quella ripresa pronosticata dagli economisti.
Prepariamoci quindi a una nuova ‘alba del mutuo’, un'alba forse un po’ lenta, ma non meno rosea del passato. E con un prodotto ipotecario molto diverso da prima.

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