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SOMMARIO

20.000 giovani si sono trasferiti nella terra dei canguri nel 2012-2013. In genere hanno chiesto soprattutto un visto vacanza-lavoro per un anno. Con l’idea di rendere questo trasferimento, in seguito, una scelta di vita definitiva. Perché l’Australia è sempre più di moda come meta per studiare o cercare lavoro? Anche perché vivere nella “nuova terra promessa” non sempre è facile. Ecco i consigli di Giordano Dalla Bernardina, co-autore del Rapporto Italiani in Australia e autore del libro “AustrITalia: 11 cose da sapere prima di emigrare in Australia”.

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Sono 18.610 i cittadini italiani residenti in Australia con un visto di residenza temporaneo (al 30 settembre 2013). In un solo anno l’aumento di presenze è stato del 116%, arrivando a superare la quota di italiani che sono emigrati in un altro periodo di boom, quello degli anni 50-51. Questi sono solo alcuni dei dati presenti nel Rapporto Italiani in Australia 2013 (www.australiasoloandata.it) di Giordano Dalla Bernardina, Michele Grigoletti e Silvia Pianelli, che analizza il fenomeno migratorio del momento, soprattutto per quanto riguarda i giovani. Perché se un tempo la terra promessa, dove scappare alla ricerca di un futuro migliore, erano gli Stati Uniti, ora è letteralmente dall’altra parte del mondo, down under, nella terra dei canguri.

Ma cosa deve sapere un ragazzo che ha intenzione di compiere questo passo, per studio o per lavoro? E quali sono le principali problematiche da affrontare? Of-Osservatorio finanziario lo ha chiesto a Giordano Dalla Bernardina, co-autore del Rapporto Italiani in Australia 2013 e autore del libro “AustrITalia: 11 cose da sapere prima di emigrare in Australia” che vive in Australia dal 2011.

Of: Come ti spieghi questa voglia di andare a vivere in un posto così lontano da casa?
Dalla Bernardina: Personalmente ritengo che sia un misto di due fattori.
Innanzitutto c`è il rendersi conto che l’Italia peggiora sempre di più e che il nostro è un Paese in cui fatti non seguono alle parole. Ci sono problemi che ristagnano da generazioni intere e non sono mai stati affrontati in maniera diretta e concreta fino a diventare addirittura parte integrante della nostra società. Inoltre, anche l’Europa non offre una prospettiva molto diversa oggi, senza contare che la diversità delle lingue comporta un’ulteriore difficoltà. Un conto è migliorare il proprio inglese che, bene o male, un po' si mastica, ma di altre lingue europee non abbiamo nessuna nozione, per cui il campo di solito si restringe all’Inghilterra, che comunque risente anch’essa di una certa crisi, anche se non ai nostri livelli.

Of: E il secondo fattore?
Dalla Bernardina: È il fatto che l’Australia in questo periodo gode di un’ottima immagine. L’economia funziona e il Paese si sta affacciando sempre di più a dinamiche globali da cui fino a qualche anno fa era escluso.
Si potrebbe dire anche che in questo periodo l’Australia “va di moda”, grazie alla facilità con cui si può entrare nel paese (diverso è rimanere) e all’abilità con cui il Paese promuove se stesso. L’Australia offre la possibilità di soggiornare per un periodo relativamente lungo grazie al visto vacanza-lavoro, con cui si può tentare di trovare la propria occupazione permanente, imparare bene l’inglese e, per chi ci riesce, godere dell’ottima qualità della vita che offrono le città australiane.

Of: Allora per cambiare vita… di che visto si ha bisogno per vivere in Australia?
Dalla Bernardina: Il più accessibile rimane sempre il famoso visto vacanza-lavoro (Working Holiday Visa) riservato a chi non ha compiuto i 31 anni di età, che permette di rimanere in Australia per un anno e di lavorare a tempo pieno (non più di sei mesi con lo stesso datore di lavoro). E per chi è disposto a lavorare tre mesi in una farm australiana, è possibile ottenere un secondo visto di un altro anno.

Of: Ci sono alternative al visto vacanza-lavoro?
Dalla Bernardina: Il visto-studenti. È permesso un soggiorno della durata pari al corso di studio a cui si è iscritti (il corso è una condizione indispensabile per ottenere questo visto), ad esempio, se si vuole rimanere sei mesi, si dovrà studiare sei mesi.

---- Of: Ma in questo caso si devono tenere in considerazione i costi di iscrizione…
Dalla Bernardina: I corsi possono partire da un minimo di 5.000 dollari all’anno, ma dipende molto dal tipo di corso e dalla città scelta. A questo bisogna aggiungere spese di vitto e alloggio, trasporti e qualche extra. Le spese possono essere ammortizzate lavorando solamente part-time, cosa che complica molto la permanenza con questo tipo di visto. Molto spesso le entrate non bastano per coprire le spese e bisogna attingere a qualche risparmio accumulato prima di partire.

Of: Studiare in Australia. Cosa è necessario sapere?
Dalla Bernardina: Assolutamente la lingua inglese. La popolarità di cui gode il Paese in questo periodo attira persone da tutto il mondo. Tradizionalmente gli italiani non partono avvantaggiati in termini di conoscenza della lingua e una volta arrivati la concorrenza è molta. Senza contate che, come ho detto prima, studiare in Australia è molto costoso, soprattutto a livello universitario dove la spesa può arrivare a 20/30.000 dollari all’anno escludendo le altre spese. E c’è un altro fattore da considerare.

Of: Quale?
Dalla Bernardina: Studiare in Australia non garantisce un’occupazione o un visto permanente. Certo, alcune professioni sono più avvantaggiate di altre, ma in linea generale dipende sempre dalla persona.

Of: A proposito di professioni, qual è la più richiesta al momento?
Dalla Bernardina: Lo chef. Attenzione però: il fatto che sia richiesta non rende le cose più facili. Non basta dire “so cucinare” per avere la strada spianata. Bisogna dimostrare le proprie esperienze e, anche in questo caso, avere un inglese accettabile.

Of: Tutto qui?
Dalla Bernardina: Partono avvantaggiate tutte le professioni “tecniche”, ad esempio i vari settori dell’ingegneria, specialmente informatica. Molto richieste sono anche le professioni come elettricista, meccanico o idraulico. Sempre a patto di dimostrare le proprie qualifiche ed esperienze.

Of: Hai spiegato quanto costa studiare in Australia. Ma che spesa deve tenere in conto un giovane che vuole partire per cercare un lavoro?
Dalla Bernardina: Direi che oggi, per stare relativamente tranquilli, il budget minimo prima della partenza che mi sento di consigliare è di 5.000 dollari. Escluso il volo.

Of: Si tratta di una bella somma per un giovane…
Dalla Bernardina: Questo budget permette di assicurare vitto e alloggio per le prime settimane e di dedicarsi con calma alla ricerca di un lavoro.

Of: Si sente molto parlare, tra i giovani che si sono trasferiti, di lavori in farm. Di che cosa si tratta?
Dalla Bernardina: Le farm sono le fattorie che si trovano nelle zone fuori dalle città. Il 99% dei giovani che fanno questa esperienza hanno l’obiettivo di ottenere un secondo visto vacanza-lavoro. Al momento questo è l’unico modo per averlo, ma sempre se non si ha più di 31 anni di età.

Of: Raccontaci della tua esperienza in Australia. A che età sei partito e da quanto tempo ci vivi?
Dalla Bernardina: Sono partito a luglio del 2011, quando avevo 31 anni (il visto l’ho ricevuto prima del 31esimo anno di età e una volta ottenuto si ha un anno di tempo prima di partire). Vivo in Australia ormai da più di tre anni, due spesi a Sydney. A settembre 2013 mi sono trasferito a Perth, dove vivo tutt’ora.

Of: E che lavoro fai?
Dalla Bernardina: Al momento lavoro presso Europcar, ma mi occupo anche di Social Media per conto di alcuni piccoli business. Infine, da qualche mese mi sto dedicando a un progetto che spero diventi il mio prossimo business.

---- Of: Cosa ti ha spinto a partire?
Dalla Bernardina: Il desiderio di avere un qualcosa di più rispetto alle possibilità offerte in Italia. Imparare l’inglese e mettermi in gioco da zero. Volevo vedere se effettivamente fosse vero il fatto che “all’estero le cose funzionano molto meglio”. Non sono rimasto deluso.

Of: E quali sono le difficoltà maggiori che hai riscontrato una volta arrivato?
Dalla Bernardina: Le difficoltà sono state molte: imparare una lingua da quasi zero, integrarmi senza conoscere nessuno, imparare come funzionano le cose da queste parti e accettare compromessi che nel Paese di provenienza non accetteremmo mai. Ho dovuto accettare il fatto di “mettere in pausa” le mie ambizioni.

Of: Problematiche e difficoltà a cui ci si deve preparare sono descritte anche nel tuo libro “AustrITalia: 11 cose da sapere prima di emigrare in Australia”. Ce lo puoi descrivere brevemente?
Dalla Bernardina: Il libro affronta tematiche quali l’atteggiamento giusto con cui affrontare questa esperienza, le aspettative da avere, ma anche cose più concrete come il lavoro, la casa e lo studio dell’inglese. I vari capitoli seguono lo stesso percorso che una persona compie dall’idea di partire fino all’atterraggio, passando da tutte le fasi intermedie che sono necessarie a prepararsi, sia logisticamente, ma anche mentalmente.

Of: Cosa ti ha spinto a scriverlo?
Dalla Bernardina: L’idea mi è venuta dopo qualche mese che vivevo a Sydney. Fin dal mio arrivo ho aperto un blog (www.giordanodallabernardina.com), che parla delle mie esperienze più o meno quotidiane, ma mi sono reso conto di come servisse un qualcosa che descrivesse anche il “prima”, non soltanto il dopo. Inoltre, ho conosciuto altri italiani che avevano compiuto la mia stessa scelta, rendendomi conto di come molto spesso la gente arrivasse in Australia senza avere le idee chiare.

Of: Secondo te di queste 11 cose da sapere qual è quella più importante, che tutti i giovani che vogliono partire devono tenere in considerazione?
Dalla Bernardina: Credo che la cosa più importante di tutte sia l’atteggiamento con cui si parte. È fondamentale partire con una mentalità aperta, pronta a recepire le differenze come modi diversi di vivere e non come un modo sbagliato rispetto al nostro. Bisogna inoltre tenere presente che loro non aspettano noi e che se a noi non sta bene è inutile lamentarsi, possiamo sempre tornare a casa. Arrivare in Australia aspettandosi la Terra Promessa equivale a tornare in Italia dopo un periodo di tempo molto breve (e spesso con molti soldi in meno di prima).

Of: Quale consiglio daresti a un ragazzo che ha intenzione di trasferirsi?
Dalla Bernardina: A te che vuoi partire raccomando di informarti bene. Poi ricomincia da capo e informati ancora meglio. Cerca di capire se quello che hai nel tuo bagaglio, in termini di conoscenza ed esperienza, possa tramutarsi in reali opportunità.
Se decidi di partire, porta tutti i documenti, tutto quello che possa dimostrare anche solo lontanamente cosa hai fatto fino a quel momento: titoli di studio, qualifiche, esperienze, corsi, progetti.

Of: E cosa evitare?
Dalla Bernardina: Evita a tutti i costi di informarti su Facebook. Se il sogno di partire è tuo, allora il lavoro “grosso” di ricerca delle informazioni lo devi fare tu, non qualcun altro per te. Informati in prima persona. Se sei veramente intenzionato/a partire, accetta il fatto che dovrai spendere ore, giorni e settimane a cercare le informazioni che ti servono.
Parti con umiltà. Non aspettarti che tutto ti sia dovuto, ma accetta qualche compromesso e nel frattempo dimostra quello che sai fare. Il concetto di meritocrazia a differenza dell’Italia, in Australia esiste (come dovrebbe essere) per cui sta a te e a te soltanto dimostrare quello che vali.
In bocca al lupo.

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