Fuga dall’Italia. I giovani/All’estero già dai 15 anni

Studio oltrefrontiera: quali sono le opportunità che un giovane studente può cogliere già dai 15 anni? Molte, anche con borse di studio che permettono di tagliare i costi. Il quarto anno negli States è già un classico. Ma è possibile sfruttare opportunità in tutto il mondo. A chi occorre rivolgersi? Come candidarsi? E soprattutto, quanto può costare?
di: Noemi Pizzola
23 Settembre 2014
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Le opportunità per i giovani per confrontarsi con una realtà oltreconfine, ci sono. Già dai 15 anni. Of ha deciso di capire quali sono e come funzionano. Partendo dagli studenti. C’è infatti chi, il contatto con l’estero, lo cerca e lo vive già durante il percorso di studi, tra scuola secondaria e università.
Nel primo caso coincide, solitamente, con il quarto anno di superiori. Qual è l’utilità di questa esperienza?
La più lampante (e comune) è l’esercizio e l’apprendimento della lingua, specialmente nel caso in cui si scelgano Paesi anglosassoni; ma possono esserci anche altre motivazioni. La curiosità di testare con mano le realtà di luoghi oltreconfine, perché si ha in mente, ad esempio, un progetto di studi futuro; ma anche la voglia di assaggiare per la prima volta il gusto dell’indipendenza, misurandosi, dall’altra parte del globo, con un’esperienza totalmente nuova. Occorre poi ricordare che l’anno di studi all’estero è riconosciuto dalla normativa italiana. Ciò significa che lo studente, una volta rientrato, non ripeterà la classe e non sarà sottoposto a esami di idoneità.

Ma a chi bisogna rivolgersi se il proprio figlio esprime il desiderio di intraprendere questa esperienza? La maggior parte dei ragazzi ricorre a Intercultura, Onlus che da circa 60 anni invia gli studenti delle scuole secondarie (1.800 ogni anno) in tutti e cinque i continenti (sì, anche in Africa).
Tutti i programmi di studio, divisi tra annuali, semestrali, trimestrali, bimestrali o estivi, sono a concorso, vale a dire che i candidati vengono selezionati sulla base di prove e colloqui conoscitivi. A ogni ragazzo è chiesto inoltre di esprimere almeno 3 preferenze sulla destinazione, tenendo però in considerazione che domande per paesi come Canada, Australia e Nuova Zelanda sono solitamente di gran lunga superiori alla disponibilità.

Superata la selezione, la cui candidatura è stata analizzata dalla Commissione Nazionale Borse di Studio di Intercultura, inizia la fase di preparazione, che consiste in una serie di incontri di orientamento organizzati dai volontari dell’associazione, a cui si aggiungono le testimonianze dirette di chi è appena tornato. Giunto finalmente a destinazione, lo studente sarà poi ospitato da una delle famiglie selezionate dai volontari che aderiscono al programma gratuitamente. Alcuni programmi prevedono inoltre che la famiglia del ragazzo in partenza ospiti a sua volta uno studente straniero, nel medesimo periodo o al rientro del figlio.
Genitori apprensivi? Nessun problema: una volta che si è via, si viene continuamente seguiti dal comitato locale, e se proprio non ci si trova bene con la famiglia ospitante, si può richiedere un cambio. Non bisogna quindi aver paura di esprimere le proprie difficoltà. Il primo periodo poi può essere ostico per tutti: ci si sente spaesati e troppo lontani da casa. Ma non bisogna farsi prendere dallo sconforto perché una volta entrati nella routine, il senso di disorientamento passa e con la famiglia ospitante si crea un legame fortissimo.

Il bando di concorso per l’anno scolastico 2015-2016 metterà a disposizione un migliaio di borse di studio, per le quali è necessario iscriversi entro il prossimo 10 novembre 2014, versando una quota (non rimborsabile) di 50 euro. Il richiamo è ai nati tra il 1997 e il 2000, chi avrà quindi l’anno prossimo tra i 15 e i 18 anni. Le iscrizioni pervenute dopo questa data non potranno beneficiare di alcuna agevolazione a prescindere dalla fascia di reddito della famiglia.

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